Archivio | dicembre, 2010

“Tristissimi giardini” di Vitaliano Trevisan

21 Dic

In onda Martedì  21 dicembre alle ore 20 – e in replica Domenica 26 dicembre  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

DOWNLOAD HERE (click destro “salva con nome”) or STREAMING HERE

Dopo la puntata internazionale della scorsa puntata, con Paco Ignacio Taibo, torniamo nel giardino di casa nostra – è proprio il caso di dirlo! – e ci occupiamo dell’ultima fatica di Vitaliano Trevisan, “Tristissimi giardini”.

Con questa puntata ci prenderemo una breve pausa, per goderci le meritate ferie natalizie, e vi ridiamo appuntamento a dopo l’Epifania, sempre se ci riprenderemo dal Pan e Vin che si terrà nella magione del buon Alvise…

  • Titolo: Tristissimi giardini
  • Autore: Vitaliano Trevisan
  • Editore: Laterza
  • Anno di Pubblicazione: 2010

Scheda:

A metà degli anni ’70, leggevo il quotidiano quando mio padre ritornava a casa, dopo il lavoro. Mi soffermavo sulle piccole inserzioni immobiliari di Milano e provincia. A otto anni vivevo il territorio urbano e suburbano come il luogo dell’inatteso. Immaginavo possibilità di vita fuori dall’appartamento. Leggevo inserzioni tipo Il tuo prossimo vicino di casa potrebbe essere un pioppo. Vivevo il mio momento narrativo attraverso l’urbanizzazione del capitale, ignoravo che la coscienza di classe era già stata sconfitta anche grazie alla dispersione residenziale, alla rasatura di cento metri quadrati di giardino e alla distanza, a volte notevole, tra l’abitazione e il luogo di lavoro. Ero euforico e turbato, sembrava ci fosse qualcosa di inquietante in quelle teoriche infinite possibilità abitative, spacciate per opportunità. Benché di fronte al condominio ci fosse un terreno edificabile, il pianeta non pareva così grande da contenere le nuove inserzioni immobiliari.

“Guai a voi che aggiungete case a case e poderi a poderi fino a che c’è spazio!”. Con l’ammonimento di Isaia si apre Tristissimi giardini, di Vitaliano Trevisan (Laterza, pagg. 146, euro 10). L’autore vive e attraversa Vicenza e provincia, la periferia diffusa, il luogo abituale in cui viviamo e ci muoviamo. “Così stanno le cose. Più che stare fluiscono, qualsiasi sia la loro natura”. Ma se “spostarsi è comunque un problema per tutti, anzi, è il problema”, appare evidente la complessità delle nostre vite. E il transito che abbiamo trovato per risolvere le nostre esistenze é subito inibito, il capitale non può evitare di conservare e rassicurare – a parole – ma nei fatti trasforma, se il caso distrugge i luoghi stessi. Viviamo quotidianamente il paesaggio dell’incoerenza nel nostro affannoso adattamento. Le zone di resistenza all¿evidenza sono la cifra della produzione letteraria di Trevisan, che si può intendere come un virtuosistico monologo. Il libro è una ricognizione nei luoghi delle opere precedenti, che hanno costruito la convincente voce narrante di Trevisan, fatta di omaggi letterari, a Bernhard, soprattutto; ma senza l’assimilazione di quel paesaggio dell’indistinto, la voce narrante di Trevisan resterebbe un omaggio vuoto allo scrittore austriaco; se Trevisan è Trevisan, è per il legame ossessivo e conflittuale con i luoghi vicentini, che premono lo spazio psichico come un¿ombra.

Tristissimi giardini è a metà tra il diario e il saggio. L’autore non si sottrae anche stavolta alle consuete invettive contro l’ambiente teatrale, cinematografico, letterario; in particolare, è riconoscibile la polemica verso lo stile di Marco Paolini, a cui rimprovera una banalizzazione da macchietta veneta nel rappresentare Rigoni Stern. Ma le pur condivisibili “tirate” contro certi meccanismi, qui, forse per una questione di spazio, diventano meno insistenti rispetto ai libri precedenti. Trevisan è conscio di quanto anche l’ambiente letterario possa essere dannoso alla scrittura stessa. E così, nonostante gli abituali viaggi di lavoro a Roma, l’autore torna alla periferia diffusa vicentina e nell’incongrua ma ormai usuale visione di ulivi sradicati un migliaio di chilometri più a sud ed “esposti lungo una statale del cazzo come la Thiene-Bassano”, trova la spinta per la parte migliore del libro, i capitoli Tristissimi giardini e Frammenti sulla vecchiaia. “I giardini non sono affatto tristi. Non sono nemmeno allegri, ma, a chi vuol guardare, dicono molto sugli esseri umani che li governano.”

L’autore ritorna a vivere nella vecchia casa dei genitori ormai defunti. È una casa singola, con un piccolo giardino, ubicata in una delle infinite via Dante italiane, circondata da case simili, costruite negli anni ’60 e abitate da ex operai ottantenni, da vedove che coltivano ancora un piccolo orto, accanto ai nuovi proprietari, famiglie di quarantenni con prole, che hanno ristrutturato le case e incarnano il sogno di una classe media anglosassone. Qui non ci sono progetti, aperitivi per ipotetici soggetti cinematografici, consolazioni cittadine, e neppure la tensione a una vita borghese. Esistono più nitidi i giorni, i segni sui giardini del tempo, e la non appartenenza, inconciliata pur nella vicinanza, diventa l¿unica condivisione possibile, il destino della scrittura.

[Guardare i giardini per capire il mondo, recensione di Giorgio Falco apparsa sulla Repubblica del 22/06/2010]

Vitaliano Trevisan:

Dopo una giovinezza trascorsa come impiegato nel settore edilizio e dell’arredamento, si dedica a lavori più manuali fino ad approdare alla letteratura.

Dopo alcune prove letterarie di buona levatura, raggiunge il successo nazionale e la notorietà nel 2002 con il romanzo I quindicimila passi, apprezzato dalla critica, che racchiude i racconti di un uomo, Thomas, dalle mille fobie e dai meccanici comportamenti ossessivo-compulsivi. Il libro ha ricevuto il Premio Lo Straniero e il premio Campiello Francia 2008[1][2] (terza edizione del premio Campiello Europa).

Nel 2003 è il protagonista, nonché attore e co-sceneggiatore, del film Primo amore di Matteo Garrone, girato a Vicenza, in concorso al 54mo Festival di Berlino. È attore nel film Il riparo di Marco Simon Puccioni (miglior film al festival di Annecy nel 2007), oltre che nel film Dall’altra parte del mare di Veronica Perugini. Nel 2009 ha un importante ruolo nella serie televisiva Ris Roma. Delitti imperfetti di Fabio Tagliavia.

I suoi testi teatrali sono stati messi in scena da Valter Malosti e Toni Servillo; di recente pubblicazione per Einaudi i Due monologhi, ossia Oscillazioni e Solo RH portato in scena nell’edizione del Festival delle Mura 2007 da Roberto Herlitzka.

“Un hombre guapo” di Paco Ignacio Taibo II

14 Dic

In onda Martedì  14 dicembre alle ore 20 – e in replica Domenica 19 dicembre  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

DOWNLOAD HERE (click destro “salva con nome”) or STREAMING HERE

In questa puntata andiamo sull’internazionale e vi proponiamo “Un hombre guapo” di Paco Ignacio Taibo II! Grazie alla gentile collaborazione di Tommaso di Marco Tropea Editore il nostro Ferdinando ha potuto, inoltre, intervistare a tu per tu l’autore nella splendida cornice di Pordenonelegge!

  • Titolo: Un hombre guapo
  • Autore: Paco Ignacio Taibo II
  • Editore: Marco Tropea Editore
  • Anno di Pubblicazione: 2010

Scheda:

«Una volta finito di scrivere questo libro, lo misi in un cassetto e lo lasciai lì con qualche dubbio. Tempo dopo lo tirai fuori, lo rilessi ed ebbi la certezza che era il migliore che avevo scritto come storico. Tutto quello che avete trovato quando avete letto del Che o di Pancho Villa, lo ritroverete in Tony Guiteras».

Dopo il successo delle monografie dedicate a Ernesto Che Guevara e Pancho Villa (Senza perdere la tenerezza, Un rivoluzionario chiamato Pancho), ecco il terzo grande eroe che chiude, salvo sorprese future, la trilogia dei rivoluzionari di Paco Ignacio Taibo II, e anche questa volta si tratta di molto di più di una biografia.

Catapultati nell’Avana dei primi anni Trenta ci mescoliamo con i suffragisti e gli studenti attentatori, conosciamo torturatori impazziti e Marines nordamericani di stanza nella baia, mentre sono proclamati una serie di scioperi generali: è l’anno della sollevazione popolare cubana contro Machado e fra i ribelli si distingue dall’interno un giovane ministro che espropria il governo statunitense dell’azienda elettrica con un decreto e con la forza, promuove il salario minimo, porta l’orario di lavoro a otto ore e nomina sindaci alcune donne per la prima volta in America latina. Quell’uomo sorrideva poco, fumava una sigaretta dietro l’altra, metteva i brividi ai suoi nemici e agiva con la determinazione di chi ha fatto sua la lezione dei grandi movimenti sociali e l’ideale di un mondo giusto. Il nome di quell’uomo era Antonio Guiteras.

Paco Ignacio Taibo II

Paco Ignacio Taibo II è nato in Spagna, a Gijón, nel 1949, ma fin da bambino si è trasferito con la famiglia, di solide tradizioni antifranchiste, a Città del Messico, dove vive tuttora.

Docente universitario e giornalista, è considerato uno dei più importanti scrittori messicani. La sua fama, in patria e fuori, è dovuta sia al suo lavoro di storico, sia alla sua opera di narratore prolifico e versatile, per la quale ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui due premi Hammett e un premio Planeta.

Ha scritto una cinquantina di libri, tradotti in oltre venti paesi.

“Non vedo l’ora che venga domenica” di Giulia Depentor

7 Dic

In onda Martedì  07 dicembre alle ore 20 – e in replica Domenica 12 dicembre  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

DOWNLOAD HERE (click destro “salva con nome”) or STREAMING HERE

Questo è il video di Massimo e Giorgio Battistella, di accompagnamento al libro.

Questa volta “giochiamo in casa” visto che ospiteremo una nostra preziosa collaboratrice, Giulia Depentor! La nostra intrepida giornalista d’assalto si è infatti cimentata in un libro su un fatto tragico che aveva scosso il sandonatese diversi anni fa ormai, ed è venuta a parlarne in studio con il nostro Alvise “Al” Favotto.

  • Titolo: Non vedo l’ora che venga domenica
  • Autore: Giulia Depentor
  • Editore: Città di San Donà di Piave
  • Anno di Pubblicazione: 2010

Scheda:

Che cosa succede quando una cittadina di provincia come San Donà di Piave, si trova a dover fronteggiare un crimine orribile quale l’omicidio di un bambino?
Giulia Depentor, con il suo nuovo libro “Non vedo l’ora che venga domenica“, parte da questo interrogativo e ripercorre la storia di Mario Rorato, la giovane vittima protagonista, nel 1970, del più grave fatto di cronaca nera mai avvenuto in città.

Attraverso interviste e testimonianze, articoli di giornale, fotografie e documenti ufficiali, l’autrice ha cercato di fornire una cronaca precisa degli avvenimenti, cogliendo i sentimenti dell’epoca e interpretandoli alla luce dei cambiamenti radicali che San Donà ha subito dopo quel terribile 15 marzo 1970.

Il libro, come dicevamo, è stato presentato ufficialmente il 2 dicembre alla presenza delle varie autorità locali e del Procuratore Generale Dr. Ennio Fortuna che all’epoca seguì le indagini.

Se eravate presenti, sappiate che questa che state per sentire è la vera presentazione di “Non vedo l’ora che venga domenica”.
Se non c’eravate…meglio per voi.

Giulia Depentor

Giulia Depentor (San Donà di Piave, 1983), laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università di Padova, aspirante giornalista e scrittrice, speaker radiofonica per la locale radio, nel 2010 pubblica il racconto “Tetradotossina” all’interno della raccolta “Il pesce rosso” (Damster Editore, Modena).
“Non vedo l’ora che venga domenica” è il suo primo libro.
Mario Rorato
Mario Rorato (San Donà di Piave 1961-1970) è un bambino sandonatese, vittima del più terribile fatto di cronaca nera avvenuto in città. Nel 1970, durante una domenica all’oratorio Don Bosco, viene avvicinato e circuito da Antonio Pastres, un giovane di Marghera, che lo porta sulla golena del Piave (oggi parco fluviale) e gli toglie la vita.
La morte di Marietto scuote profondamente le coscienze dei Sandonatesi che dimostrano il loro dolore partecipando in 25.000 alle esequie.
Questo libro ripercorre la sua storia.

JESOLO LIBRI 2010

1 Dic

Ritorna anche nel periodo invernale la rassegna culturale dedicata all’incontro con gli autori nota con il nome di “Jesolo Libri” che avrà luogo presso la Sala Gelli della Biblioteca Comunale. I prossimi appuntamenti sono previsti per dicembre 2010 e gennaio 2011 con Massimiliano Santarossa e Andrea Molesini che presenteranno le loro ultime pubblicazioni:

Giovedì 9 dicembre MASSIMILIANO SANTAROSSA (scrittore ed editor), autore dei libri “STORIE DAL FONDO” (2007) e “GIOVENTU’ D’ASFALTO” (2009); Biblioteca dell’Immagine presenta il nuovo romanzo “HAI MAI FATTO PARTE DELLA NOSTRA GIOVENTU’?” B.C.Dalai editore. Dal 14 Settembre 2010 in tutte le librerie. E’ oggi tra gli scrittori più letti, ascoltati, criticati, discussi e apprezzati del Nordest d’Italia. E’ considerato uno dei giovani scrittori italiani più promettenti.

Mercoledì 26 gennaio 2011 ANDREA MOLESINI presenta “I BASTARDI DI VIENNA”,  il periodo storico è la Prima guerra mondiale: in una località vicino al Piave la famiglia Spada è costretta a ospitare nella propria villa alcuni ufficiali dell’esercito nemico e a trasformare la casa in un ospedale. C’è Paolo, diciassettenne, orfano; nonno Guglielmo, un originale; nonna Nancy, colta e ardita; la zia zitellona; la giovane Giulia, procace e po’ folle; Teresa, la governante tutto fare con la figlia Loretta; e Renato, l’imponente custode. Mentre si delineano le sorti della guerra, nella villa gli eventi precipitano e i personaggi si svelano.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: