Archivio | marzo, 2011

“Le confessioni d’un Italiano” di Ippolito Nievo – II parte

30 Mar

In onda Martedì 29 marzo alle ore 20 – e in replica Domenica 03 aprile  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

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Seconda puntata dedicata alla lettura, a cura di Elisa Veronese, di estratti dalle “Confessioni d’un Italiano” di Ippolito Nievo, in omaggio al 150 anniversario dell’Unità d’Italia.

 

  • Titolo: Le confessioni d’un Italiano
  • Autore: Ippolito Nievo
  • Editore: Marsilio
  • Anno di Pubblicazione: 2001
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“Le confessioni d’un Italiano” di Ippolito Nievo

24 Mar

In onda Martedì 22 marzo alle ore 20 – e in replica Domenica 27 marzo  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

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Questa e la prossima puntata saranno molto particolari in quanto abbiamo deciso di festeggiare il 150 anniversario dell’Unità d’Italia a modo nostro! Infatti in queste due puntate la nostra magica Elisa Veronese ci accompagnerà, con le sue letture, alla scoperta di quello che può essere considerato il romanzo-simbolo del nostro Risorgimento: “Le confessioni d’un Italiano” di Ippolito Nievo.

 

  • Titolo: Le confessioni d’un Italiano
  • Autore: Ippolito Nievo
  • Editore: Marsilio
  • Anno di Pubblicazione: 2001

 

Scheda:

Curioso romanzo, questo, scritto in pochi mesi da un giovane trentenne che decide di vestire i panni di un ottuagenario vissuto «a cavalcione di due secoli». Apparentemente, ci sono tutti gli ingredienti classici del romanzo storico, tanto in voga nell’Ottocento: c’è il castello, c’è la guerra, ci sono le vicende confuse di una nazione che si andava allora formando, c’è un giovane ingenuo e affamato di avventure e c’è, immancabilmente, una grande, splendida storia d’amore.

Ma a ben guardare, ciascuno di questi elementi porta in sé qualche incrinatura, il segno di un’incertezza, talvolta persino di un’inquietudine, che fanno delle Confessioni un’opera quanto meno anomala nel panorama letterario italiano del diciannovesimo secolo.

Il vecchio castello di Fratta, con i suoi finestroni gotici, gli arditi architravi e l’intrico di fumaioli presenta i segni di una bizzarria che lo allontana dai sui illustri predecessori, scottiani e non; la guerra e la storia ci sono, ma sono un brusio lontano e confuso, il più delle volte non compreso dai personaggi, le cui piccole storie occupano il primo piano nella costruzione del romanzo; il protagonista è un antieroe, un picaro del Risorgimento che vive le sue esperienze tra tentennamenti ed errori, attraverso una lunga esistenza più spesso in balìa del caso che dominata da una ragione solida e certa; e l’amore, l’innamoramento precoce per quel magnifico personaggio che è la Pisana, è un sentimento complesso e contorto, carico di contraddizioni e venato di un erotismo sottile ma potente, che causò non poche difficoltà al romanzo e fu probabilmente uno dei motivi principali della sua diffusione limitata. Carlino e Pisana si amano, e profondamente, ma non arriveranno mai al matrimonio: quasi ad intendere che la forza e la profondità della loro passione non può essere imbrigliata negli schemi di quella morale borghese che pure, negli anni in cui Nievo compose il suo capolavoro, doveva diventare il modello a cui uniformarsi per tutti gli italiani. Come De Amicis quasi trent’anni dopo, così anche Nievo intendeva scrivere un’opera per l’edificazione nazionale, un libro utile ai giovani e vòlto alla diffusione di buoni principi morali: è proprio a quest’intento che va riportata la scelta di una voce narrante come quella del vecchio Carlo Altoviti, così autorevole e ricca di esperienza (tanto, va detto, da sconfinare talvolta nella pedanteria e nel dogmatismo); ma l’esito è assai diverso da quello di Cuore.

Nelle Confessioni di un Italiano, la formazione del buon cittadino, che con le sue azione contribuisce al farsi della storia, si intreccia strettamente con il ben più tortuoso percorso della formazione individuale dell’uomo, soggetta ai turbamenti interiori, alle illogicità, agli eccessi e alle ombre che una sensibilità attenta e acuta come quella di Nievo non poteva né voleva trascurare. Ecco perché la voce predicante dell’ottuagenario, mentre ripercorre una ad una le tappe della sua vita, pare talvolta incrinarsi e perdere la sicumera e l’oggettività che si vorrebbe trovare in una guida spirituale: e accanto all’immagine necessariamente austera del vecchio Carlo Altoviti, ricompare Carlino, l’orfanello di Fratta cresciuto tra i fornelli e i mestoli della monumentale cucina padronale, passionale, incostante e buono di cuore, per il quale la Pisana, con il suoi occhioni scuri e gli interminabili capricci rimarrà sempre più importante e vera di qualsiasi alto ideale. Una femminilità conturbante, quella della Pisana, misteriosamente consapevole di sé fin dai primi anni dell’infanzia (e molto ci sarebbe da aggiungere anche sulla raffigurazione straordinariamente moderna che le Confessioni danno degli anni infantili): una femminilità molto lontana dal modello della Lucia manzoniana, e che trova le sue radici altrove, nelle letterature d’oltr’alpe. Si pensi alla Manon Lescaut di Prévost, o alla Becky Sharp della Fiera delle Vanità di Thackeray. Così come si apre ad un orizzonte europeo lo stesso personaggio di Carlino che, nella sua onesta mediocrità (il suo, racconta, è l’«ideale della lumaca», che va adagio e si porta sempre appresso i suoi affetti) ricorda molto da vicino i personaggi dei romanzi di formazione inglesi, il Tom Jones di Fielding o certi protagonisti dickensiani.

Ricchissime insomma, sono le suggestioni di questo splendido romanzo del nostro Ottocento, rimasto un po’ in ombra, schiacciato tra il giganteggiare di Manzoni con I Promessi Sposi e le posteriori esperienze del Verismo. Le Confessioni potrebbero forse rappresentare una via alternativa del romanzo, rimasta poco frequentata in Italia, almeno fino al Novecento: quella del viaggio interiore, della scoperta del mondo che è anche scoperta di sé, ma sempre venata di quell’ironia, di quell’ “umorismo” in grazia del quale l’uomo abbandona ogni certezza e, pirandellianamente, accetta il suo destino di «personaggio fuori di chiave».

 

[Italialibri.net]

“Il piccolo isolazionista. Prolegomeni a una metafisica della periferia” di Tommaso Labranca

8 Mar

In onda Martedì 08 marzo alle ore 20 – e in replica Domenica 13 marzo  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

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In questa puntata Alvise Favotto ci parla di un libro molto particolare, che ci ricorda la nostra condizione esistenziale di abitanti di una sorta di mondo post-apocalittico, e viene accompagnato dalle letture di Alice Montagner!

  • Titolo: Il piccolo isolazionista. Prolegomeni a una metafisica della periferia
  • Autore:Tommaso Labranca
  • Editore: Castelvecchi editore
  • Anno di Pubblicazione: 2006

Scheda:

È facile vivere da anacoreti, eremiti o stiliti: basta isolarsi in una cella monastica, in una grotta o su un pilastro. Molto più difficile è la vita del Piccolo Isolazionista. Perché deve mantenere l’equilibrio arduo tra immersione nel mondo e limitazione di qualsiasi rapporto umano. Per il Piccolo Isolazionista gli altri sono solo comparse necessarie che provvedono a produrre di giorno il design, le macchine elettroniche e la musica che poi consumerà di notte.Quando le strade finalmente si svuotano e perdono la loro identificazione geografica, il Piccolo Isolazionista esce senza una meta. Ogni giro di tangenziale è un giro mentale tra gli eventi di cinque decenni. Sotto l’effetto di un uso continuo e pluriventennale di walkman sempre più sofisticati, il Piccolo Isolazionista si è alla fine tramutato in un iPod che riproduce random accadimenti personali, musiche formative e scenari socio-tecnologici. Per saperne di più visitate il sito del Piccolo Isolazionista.

L’autore:

Tommaso Labranca (Milano, 1962) ha pubblicato tra gli altri: Andy Warhol era un coatto (Castelvecchi, 1994), Chaltron Hescon (Einaudi Stile Libero, 1998), Neoproletariato (Castelvecchi, 2002). È particolarmente fiero di scrivere programmi televisivi di nicchia, di non fare letture in biblioteche e di condurre una rassegna stampa quotidiana su Play Radio.

“Corpo d’amore”: le poesie di Alda Merini interpretate da Sandro Buzzati

7 Mar

 

 

Mercoledì  9 marzo 2011 ore 20.45

Biblioteca Comunale di Jesolo – Sala Gelli –

 

CORPO D’AMORE

Le poesie di Alda Merini interpretate da Sandro Buzzati

accompagnato al pianoforte da Emanuela Cananzi

 

Il Comune di Jesolo aderisce alla giornata internazionale della Donna celebrando l’opera della poetessa Alda Merini una donna che ha saputo esprimere in prima persona il proprio talento artistico superando pregiudizi ed ostacoli sociali.

Oggi il ruolo della donna nella società contemporanea è un argomento sempre più in primo piano all’interno del dibattito sociale e culturale del nostro Paese.

Per questa importante occasione mercoledì 9 marzo presso la Sala Gelli della biblioteca comunale Sandro Buzzati dedica alla straordinaria figura della poetessa milanese Alda Merini uno dei suoi appassionati ritratti.

Dentro lo spazio musicale creato dal pianoforte di Emanuela Cananzi prenderanno posto i versi fluenti di quella “mistica d’amore” balenata come rivelazione nel corpus poetico ultimo della Merini.

“Corpo d’amore” è l’incontro dell’autrice ispirata da un vero e proprio innamoramento con l’essenza misteriosa di un Cristo tremendamente umano: “il suo volto era perfetto, ma non sdolcinato … e il suo amore fu come una fiamma che scosse tutti i ghiacciai dell’universo”.

L’ingresso è libero

Info: 0421 359142-143-144

www.comune.jesolo.ve.it

 

Il Centro Studi “Silvio Trentin” di Jesolo

1 Mar

In onda Martedì 01 marzo alle ore 20 – e in replica Domenica 06 marzo  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

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Puntata particolare e atipica di “Overbooking” questa volta! Infatti non ci occuperemo di un libro ma, complice la presenza in studio della dott.ssa Romina Franchin, responsabile del servizio della biblioteca comunale di Jesolo, dedichiamo la puntata a un altro sandonatese illustre, dopo Giannino Ancillotto: ci occuperemo cioè della figura di Silvio Trentin.

Con la dott.ssa Franchin scopriremo come è strutturato il centro jesolano dedicato a Trentin e faremo il punto della situazione sullo stato della memoria non solo di Silvio ma anche di tutta la famiglia Trentin, compresa la figlia Franca recentemente scomparsa.

Nella seconda parte della puntata ci sarà ampio spazio per illustrare le numerose iniziative che la biblioteca di Jesolo sta portando avanti, oltre alla partnership con Overbooking.

La biblioteca di Jesolo

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