“Vita di Galileo” di Bertold Brecht

4 Apr

n onda Mercoledì 4 aprile alle ore 18 – e in replica Lunedì 9 aprile  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

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Abbiamo come ospite in studio la prof.ssa Lucia Tracanzan, che ci parlerà di uno dei capolavori di Bertold Brecht, “Vita di Galileo”, analizzandolo da varie angolature e facendone cogliere la grandissima attualità!

  • Titolo: Vita di Galileo
  • Autore: Bertold Brecht
  • Editore: Einaudi
  • Anno di Pubblicazione: 2005

Sinossi

L’opera teatrale non intende raccontare la vita di Galileo per intero, Brecht si concentra solo sull’operato scientifico dello scienziato italiano, tralasciando tutta l’infanzia del protagonista. Il racconto inizia quando lo scienziato è ormai adulto, noto e rispettato.

Galileo si trova a Padova, dove insegna matematica presso l’università. Qui inizia a compiere i suoi studi a sostegno della teoria copernicana , contro il sistema aristotelico. La Repubblica Veneta era infatti l’unico stato italiano in cui l’Inquisizione romana non avesse potere, permettendo così agli studiosi che vi risiedevano di svolgere i propri studi con una certa libertà. Insegna le sue scoperte a un giovane discepolo, Andrea Sarti, e impartisce lezioni private di matematica a Ludovico Marsili, giovane di ricca famiglia. Per necessità economiche, Galileo trae spunto dalle scoperte olandesi per realizzare un cannocchiale e presentarlo alla Repubblica di Venezia. Grazie ad esso ,Galileo individua nuove prove a favore della tesi copernicana. Nonostante il suo amico Sagredo lo ammonisca sui rischi di tali scoperte, Galileo decide di continuare gli studi, affermando la sua fede nella ragione umana.

Lo scienziato però si trova in difficoltà economiche, che gli impediscono di dedicarsi liberamente alle sue ricerche. Per questo decide, nonostante le libertà offerte dalla Repubblica, di trasferirsi a Firenze.

Qui invita il giovane principe Cosimo de’ Medici ad osservare le scoperte da lui fatte attraverso il telescopio. Durante l’incontro però nasce un’ accesa disputa scientifica tra Galileo, un matematico e un filosofo, che si rifiutano di guardare attraverso il cannocchiale.

Nemmeno la peste riesce a distogliere Galileo dai suoi studi. Lo scienziato potrebbe fuggire, ma decide di restare a Firenze per continuare i suoi studi, seguito dalla sua governante, la signora Sarti.

Intanto le nuove scoperte di Galileo riguardo agli astri vengono approvate anche dalla Chiesa, grazie al favore del grande astronomo Cristoforo Clavio, nonostante l’indignazione di molti ecclesiastici. Tuttavia le tesi di Copernico vengono ufficialmente poste all’Indice dalla Chiesa, e per questo, durante un ricevimento, Galileo viene invitato da due cardinali a non proseguire i suoi studi sul cielo.

Galileo discute poi con un monaco se sia opportuno o meno rivelare le sue nuove verità. Il monaco sostiene che sia opportuno talvolta nascondere la verità , pur di non turbare le coscienze della gente, mentre Galileo sostiene che sia sempre necessario rivelare la verità, perchè essa rende veramente libero l’uomo.

Lo studioso, dopo il colloquio con i cardinali, decide di sospendere per otto anni gli studi sul cielo, dedicandosi alla fisica. Tuttavia, quando viene eletto papa il cardinale Barberini, uomo di scienza, Galileo decide di riprendre i suoi studi scientifici, sicuro che il nuovo papa sarà più transigente nei suoi confronti. Dedicandosi nuovamente alle sue attività scientifiche, già proibite dalla Chiesa, rende così impossibili le nozze di sua figlia.

Le tesi di Galileo si diffondono per l’Italia, diventando oggetto di testi satirici. Nonostante le resistenze opposte dal nuovo Papa, l’Inquisizione convoca Galileo ed egli, davanti agli strumenti di tortura, abiura tutte le sue tesi. Viene considerato dai suoi discepoli un traditore, e allontanato.

Trascorre gli ultimi anni di vita agli arresti in una casa sorvegliata dall’Inquisizione, ma riesce tuttavia a terminare di nascosto i Discorsi, un trattato di fisica. Consegna l’opera ad Andrea, suo fedele discepolo, che la porterà in Olanda, dove potrà essere stampata. Galileo compie una autoaccusa, incolpandosi di non aver sostenuto la verità fino in fondo, unico mezzo per ottenere la vera libertà.

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