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“Trilogia della città di K” di Kristof Agota

11 Apr

In onda Mercoledì 11 aprile alle ore 18 – e in replica Lunedì 16 aprile  alle ore 13 –  su Radio San Donà 102.200, Overbooking!

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In studio un graditissimo ospite, e sodale di Radio San Donà, Mattia Peretti! Il giovane virgulto dialogherà con Alvise intorno a uno dei suoi libri preferiti, la “Trilogia della città di K”.

  • Titolo: Trilogia della città di K
  • Autore: Kristof Agota
  • Editore: Einaudi
  • Anno di Pubblicazione: 2005

Recensione

La recensione di oggi è dedicata a un romanzo che ha avuto molto successo negli ultimi anni, Italia compresa.
Anche se, per essere precisi, non si tratta di un romanzo unico, ma di una trilogia, come recita il nome stesso: parlo della Trilogia della città di K, scritto da Agota Kristof.

Agota Kristof è una scrittrice ungherese naturalizzata svizzera, che ha molto colpito l’immaginario letterario nella seconda parte degli anni 80 col suo primo libro, che per l’appunto è stato l’apripista di tale trilogia, ossia Il grande quaderno.

Negli anni successivi sono arrivati poi La prova e La menzogna, fino alla definitiva Trilogia della città di K.

La città di K sarebbe una città non meglio identificata di uno stato non ben definito, colpito dalla guerra e dalla povertà e vicino a una zona “libera”, anch’essa mai citata.
Considerando le origini della Kristof, tuttavia, è facile intuire che si tratti dell’Ungheria e dello scontro tra influenza sovietica e occidentale.

La Trilogia della città di K ha lasciato il segno per diversi elementi, tre soprattutto.

1. La struttura narrativa della trilogia, che in sostanza riporta gli stessi eventi, e spesso gli stessi personaggi, da differenti (molto differenti, come si vedrà) punti di vista.

2. Lo stile narrativo, scarno, essenziale e di un’efficacia disarmante.

3. La riflessione, triste e sconsolata, sull’animo umano e sulle vicende della vita, specialmente della vita difficile derivante dalla guerra e dalla povertà.

Ne Il grande quaderno si presentano i due personaggi principali, due gemelli che, per motivi contingenti legati al conflitto bellico, vengono lasciati dalla loro madre alla nonna, una vecchia antipatica e scorbutica.
I due, i cui nomi in questo libro non sono mai menzionati e che di fatto sono talmente uniti e in sintonia da essere intercambiabili, colpiscono immediatamente il lettore per la loro genialità e il loro cinismo.
Essi, in particolare, si segnalano per le accurate strategie e prove di sopravvivenza.

Ne La prova, i due gemelli si auto sottopongono alla prova più dura: la loro separazione.
Lucas (stavolta i nomi propri vengono usati) rimane, mentre Klaus va nel mondo “libero”, attraversando la frontiera.

Ne La menzogna, infine, si assiste a un quasi completo ribaltamento di quanto finora detto e dato per assodato, con la distorsione che è assai profonda e dura.

Nel frattempo, si sono visti molti personaggi, da Victor a Labbro leporino, da Mathias a Clara, molti dei quali veramente ben caratterizzati.

In definitiva, la Trilogia della città di K di Agota Kristof si distingue per molti punti, ed è certamente un buon libro, anche se mi rimane l’impressione che, per molti aspetti, sia un libro furbo, scritto ad hoc per suscitare certe reazioni di scandalo o di pathos.

Notevoli, in ogni caso, struttura narrativa e semplicità di stile, nonché l’esemplificazione di come verità e menzogna possano essere unite e interconnesse in modo quasi inestricabile.

Storia molto triste dal punto di vista emotivo, che probabilmente non piacerà a chi dalla letteratura vuole divertimento e passione.

Fosco Del Nero [www.librieromanzi.blogspot.it]

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